ITALOFONIA - LINGUA OLTRE I CONFINI - NELLA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO L'AMBASCIATA ITALIANA A MONACO HA RICORDATO ALESSANDRO SCARLATTI IL GENIO CHE INVENTÓ L'OPERA MODERNA
- ROMEO FERRERO

- 1 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Il 30 settembre 2025, alle ore 18.30, il Théâtre des Variétés di Monaco ha ospitato un evento musicale unico: un recital operistico con Angela Papale, soprano, e Fabio Marra, pianoforte, dedicato alla grande tradizione dell’Opera Italiana, riconosciuta patrimonio UNESCO dell’Umanità.
L’appuntamento, organizzato dall'Ambasciata Italiana a Monaco nell'ambito della settimana della lingua italiana nel mondo è stato anche un omaggio speciale ad Alessandro Scarlatti, in occasione del 300° anniversario della sua morte. Maestro indiscusso del melodramma barocco e padre della scuola napoletana, Scarlatti ha segnato profondamente la storia della musica, dando forma all’opera seria e influenzando generazioni di compositori in tutta Europa.

Prima del concerto, dopo i saluti di S.E. Manuela Ruosi, Ambasciatore d'Italia nel Principato di Monaco, il Professor Fabio Marra ha offerto al pubblico una breve conferenza dal titolo "Alessandro Scarlatti e i fasti della Scuola napoletana del ‘700", guidando gli ascoltatori attraverso la vita e le opere del compositore. É stata un’occasione per comprendere meglio il contesto storico, le innovazioni musicali e l’eredità culturale di uno dei protagonisti più importanti del melodramma italiano.
Il recital ha proposto una selezione di arie e pagine celebri, offrendo agli spettatori un viaggio tra emozioni, virtuosismo vocale e raffinatezza melodica. Un incontro tra passato e presente, che celebra la lingua e la musica italiana, oltre ogni confine.

Tre secoli fa, il 24 ottobre del 1725, si spegneva a Napoli Alessandro Scarlatti, uno dei musicisti più influenti della sua epoca. Oggi il suo nome non è forse noto quanto quello di Mozart o Verdi, ma senza di lui il melodramma italiano, e con esso l’opera che conosciamo, non avrebbe preso la sua forma.
Nato a Palermo nel 1660, Scarlatti mostrò presto un talento musicale fuori dal comune. A Roma, dove si trasferì giovanissimo, trovò un ambiente fertile: la regina Cristina di Svezia, mecenate raffinata, lo accolse sotto la sua protezione. A soli 19 anni compose la sua prima opera, Gli equivoci nel sembiante, che fu subito un successo e lo lanciò come nuova promessa del teatro musicale. Dopo gli anni romani, Scarlatti legò indissolubilmente il suo nome a Napoli, dove divenne maestro di cappella alla corte vicereale. Qui il compositore guidò per decenni la vita musicale della città, trasformandola in un laboratorio creativo che avrebbe influenzato tutta l’Europa. Napoli, grazie anche a lui, divenne la capitale indiscussa del melodramma. Scarlatti scrisse oltre 60 opere e centinaia di cantate, ma il suo merito più grande fu quello di dare forma all’opera seria settecentesca. A lui si deve la codificazione della sinfonia italiana – una brillante ouverture orchestrale in tre parti – che diventerà il modello della futura sinfonia classica. Nei suoi melodrammi introdusse con chiarezza l’alternanza tra recitativi e arie da capo, rendendo lo spettacolo più drammatico e al tempo stesso più adatto a mettere in risalto le doti vocali dei cantanti.
Scarlatti lasciò una sterminata produzione sacra e strumentale. Le sue cantate da camera, oltre 600, restano piccoli gioielli di poesia musicale, in cui la sensibilità barocca si unisce a una sorprendente modernità. Alessandro Scarlatti può essere considerato il padre della scuola napoletana, quel filone che avrebbe dato i natali a Pergolesi, Paisiello e Cimarosa, fino a influenzare Mozart e Haydn. In lui si incontrano due mondi: la solennità barocca e la leggerezza del classicismo nascente.
Ricordarlo oggi significa riscoprire un artista che, con le sue invenzioni, ha contribuito a plasmare l’identità musicale italiana e a far sì che l’opera diventasse davvero un patrimonio universale.




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