"IL ROERO" PRESENTE NEL MENÚ DEL XXVI GALA DI SLOW FOOD MONACO RIVIERA CÔTE D'AZUR IL 26 SETTEMBRE 2026 AL MÉRIDIEN BEACH PLAZA DI MONACO
- ROMEO FERRERO

- 6 giorni fa
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Il Roero DOCG è uno dei grandi vini del Piemonte e nasce sulle colline sabbiose della sinistra del fiume Tanaro, in provincia di Cuneo. Il vino rosso Roero è ottenuto prevalentemente dal Nebbiolo, vitigno autoctono che deve rappresentare almeno il 95% dell'uvaggio secondo il disciplinare di produzione. Il Nebbiolo è considerato il re dei vitigni piemontesi. Nel Roero trova un ambiente ideale grazie ai terreni sabbiosi, ricchi di fossili marini e minerali, che conferiscono ai vini eleganza, finezza aromatica e tannini più morbidi rispetto a quelli prodotti nelle vicine Langhe. È una vite dal ciclo vegetativo molto lungo: germoglia nei primi giorni di aprile, fiorisce all'inizio di giugno, l'invaiatura avviene nella seconda metà di agosto, la maturazione completa si raggiunge tra la seconda e la terza decade di ottobre. Predilige esposizioni soleggiate rivolte a sud e sud-ovest e cresce generalmente tra i 250 e i 450 metri di altitudine.

La raccolta viene effettuata quasi esclusivamente a mano, generalmente nel mese di ottobre, quando gli acini hanno raggiunto il perfetto equilibrio tra zuccheri, acidità e maturazione fenolica. Le uve vengono selezionate direttamente in vigneto, eliminando i grappoli non perfettamente sani, così da garantire una materia prima di elevata qualità. Una volta giunte in cantina, le uve vengono diraspate per separare gli acini dai raspi e successivamente pigiate delicatamente. L'obiettivo è rompere la buccia senza schiacciare eccessivamente i vinaccioli, evitando così l'estrazione di tannini troppo aggressivi. Il mosto viene quindi trasferito nei recipienti di fermentazione.

La fermentazione rappresenta il cuore della vinificazione. Grazie ai lieviti, gli zuccheri naturali presenti nell'uva vengono trasformati in alcool etilico e anidride carbonica. Per il Roero la fermentazione avviene normalmente in vasche di acciaio inox oppure in contenitori di cemento vetrificato, mantenendo temperature comprese tra 26 e 28 °C per circa 10 giorni. Durante questa fase vengono effettuati: rimontaggi, follature, controllo della temperatura.Queste operazioni consentono di estrarre dalle bucce colore, profumi, tannini e sostanze aromatiche che caratterizzano il vino. Le bucce rimangono a contatto con il vino per il tempo necessario a ottenere la struttura desiderata. Dal Nebbiolo provengono: il caratteristico colore rosso rubino, i tannini eleganti, i profumi floreali di rosa e viola, le note di piccoli frutti rossi, le sfumature speziate che si svilupperanno con l'affinamento. Nel Roero, grazie ai terreni sabbiosi, i tannini risultano generalmente più fini e meno austeri rispetto ad altre zone del Nebbiolo. Terminata la fermentazione, il vino viene separato dalle bucce mediante la svinatura. Le vinacce vengono pressate delicatamente per recuperare il vino ancora contenuto al loro interno. Successivamente il vino viene travasato per eliminare le fecce più grossolane.

Dopo alcune settimane ha luogo la fermentazione malolattica, un processo naturale durante il quale l'acido malico viene trasformato in acido lattico. Questa trasformazione rende il vino: più morbido, più equilibrato, più stabile nel tempo. È una fase fondamentale nella produzione dei grandi vini rossi piemontesi. Il Roero prosegue quindi il proprio percorso di maturazione. L'affinamento può avvenire: in botti grandi di rovere, in barrique, oppure con una combinazione dei due sistemi, secondo lo stile della cantina. Durante questo periodo il vino acquista complessità aromatica, armonia e maggiore eleganza. Con il passare del tempo compaiono profumi di: rosa appassita, viola, ciliegia sotto spirito, liquirizia, tabacco, spezie, cacao, cuoio. Quando il vino ha raggiunto il giusto equilibrio, viene filtrato se necessario e imbottigliato in condizioni che preservano le sue caratteristiche. L'imbottigliamento rappresenta solo l'ultima fase della produzione: molte aziende lasciano riposare il vino ancora diversi mesi in bottiglia prima della commercializzazione, affinché gli aromi si integrino perfettamente.

Il Roero DOCG è oggi uno dei vini più rappresentativi del Piemonte. Pur condividendo il vitigno Nebbiolo con Barolo e Barbaresco, esprime una personalità propria grazie ai terreni sabbiosi del Roero, che donano maggiore finezza, profumi intensi e tannini più setosi. È un vino capace di accompagnare sia la cucina tradizionale piemontese sia piatti raffinati di carne, selvaggina e formaggi stagionati, evolvendo magnificamente anche dopo molti anni di affinamento. Per il secondo piatto del suo XXVI Gala lo slow Food Monaco ha scelto Il Roero Riserva 2021 della Azienda Agricola Costa Catterina





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