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I MISTERIOSI BLOCCHI DI PIETRA DI ROQUEBRUNE CAP MARTIN (FR)

5 giu
Tempo di lettura: 1 min

Scoperti in un antico muretto a secco di Roquebrune-Cap-Martin, alcuni blocchi di pietra forati al centro attirano l'attenzione per la loro forma regolare e per le evidenti tracce di ossidazione presenti nella parte centrale. L'osservazione di questi elementi suggerisce che non si tratti di semplici pietre naturali, bensì di manufatti realizzati dall'uomo. La loro forma discoidale, la presenza di un foro centrale e le fratture che si irradiano verso l'esterno indicano che potrebbero essere stati utilizzati come basi o supporti per pali di recinzione, strutture agricole o sistemi di ancoraggio.

Il foro centrale ospitava probabilmente un elemento metallico. Con il passare del tempo, l'ossidazione del ferro ha provocato un aumento di volume del metallo, causando la progressiva rottura della pietra e la formazione delle caratteristiche crepe ancora oggi ben visibili. Nelle campagne della Riviera francese e ligure era consuetudine riutilizzare ogni materiale disponibile. Quando questi elementi hanno perso la loro funzione originaria, sono stati spesso incorporati nelle restanques e nei muri di sostegno per consolidare i terrazzamenti agricoli.

La datazione di questi blocchi rimane approssimativa. Tuttavia, le caratteristiche costruttive e il probabile utilizzo consentono di collocarli tra la seconda metà del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo, un periodo durante il quale le attività agricole e la sistemazione dei terreni erano particolarmente sviluppate nella regione. Oggi queste pietre rappresentano una testimonianza interessante del passato rurale di Roquebrune-Cap-Martin e ricordano l'ingegnosità delle popolazioni locali nell'adattare e modellare il territorio, sfruttando al meglio le risorse disponibili per coltivare i versanti scoscesi tipici della Costa Azzurra.


 
 
 

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