SICUREZZA ALIMENTARE - CHE COSA SIGNIFICA "GENUINITÁ" E "SICUREZZA" DI UN ALIMENTO CERTIFICAZIONI E CONTROLLI - UNA VISITA AL CENTRO DI SPERIMENTAZIONE A ASSISTENZA AGRICOLA DI ALBENGA CERSAA (VIDEO)
- ROMEO FERRERO

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 1 giorno fa

La genuinità normalmente si riferisce alla rispondenza del prodotto alle caratteristiche dichiarate (es. origine, metodo di produzione, varietà di ingrediente) e alla qualità percepita e tradizionale. In Italia è forte il valore culturale attribuito alla arte culinaria, alle produzioni tradizionali e ai prodotti DOP/IGP. L’UE tutela queste caratteristiche con certificazioni che garantiscono origine e metodi tradizionali, di cui l’Italia è leader in Europa (molte più certificazioni di qualità rispetto ad altri Paesi) ad esempio in formaggi, salumi, oli e vini. La sicurezza alimentare Indica che il cibo non contiene pericoli per la salute (ad esempio contaminanti, residui di pesticidi oltre i limiti, microrganismi pericolosi, ecc.). È rigorosamente regolata in tutta l’UE da norme comuni basate su valutazioni scientifiche e controlli ufficiali (es. sistema di allarme rapido RASFF). La normativa europea è la stessa per tutti gli Stati membri UE. L’Italia non ha norme “speciali”, ma applica, con le proprie autorità, le stesse regole di sicurezza che valgono in Germania, Francia, Spagna, ecc.
Secondo alcuni dati basati su EFSA e Coldiretti, i prodotti “Made in Italy” mostrano una percentuale molto bassa di residui oltre i limiti legali (circa 0,3% vs 6,5% nei Paesi non UE). Alcuni rapporti italiani indicano che oltre il 99% dei campioni analizzati rientrano nei limiti di legge. Questi confronti però vanno interpretati con cautela: i numeri possono variare in funzione degli anni, dei prodotti analizzati e dei metodi statistici usati. L’Italia è tra i Paesi EU con più prodotti certificati DOP/IGP/TSG, strumenti che attestano: origine geografica controllata, metodi tradizionali, qualità e tipicità. Queste certificazioni costituiscono un elemento forte di genuinità percepita e ufficialmente tutelata. La quantità di certificazioni italiane è spesso superiore a quella di altri grandi produttori come Francia o Spagna in termini assoluti. La genuinità percepita può essere influenzata da: tradizioni locali, ingredienti stagionali e tecniche artigianali, normative italiane ed europee sull’etichettatura dell’origine. Ad esempio, in Italia sono state introdotte normative per l’indicazione dell’origine dei principali ingredienti, un elemento che aumenta trasparenza e fiducia del consumatore. In una classifica europea della sicurezza alimentare (meglio → peggio) l' Estonia è al primo posto seguita dalla Lituania e dalla Croazia, dalla Slovenia e dalla Lettonia l'Italia (medio-alta)…Francia, Spagna, Grecia, Bulgaria. Tutte le normative di sicurezza alimentare sono comuni in UE e mirano a garantire standard molto alti in tutti gli Stati membri. L’Italia non è sprovvista di irregolarità, ma i controlli ufficiali mostrano livelli di conformità molto alti e residui sotto controllo nella maggior parte dei casi. La genuinità italiana è spesso associata a tradizione, varietà di prodotti tipici e numero elevato di certificazioni di origine (DOP/IGP). Non esiste una classifica unica e oggettiva sulla “genuinità” di tutti i prodotti alimentari in Europa, perché questa comprende anche aspetti culturali e di percezione oltre che tecnici. Le differenze dipendono da: intensità dei controlli struttura dell’agricoltura (industriale vs frammentata) numero di produzioni tipiche certificate

Per sapere riconoscere un prodotto italiano davvero genuino e sicuro dobbiamo controllare sempre queste certificazioni ufficiali: DOP tutto (materie prime + trasformazione) avviene in una zona specifica, IGP almeno una fase fondamentale avviene in Italia, BIO UE controlli su pesticidi e fertilizzanti. Le certificazioni UE (non private) sono le più affidabili. Cerca diciture come: “Origine del grano:Italia”, “Latte italiano 100%” e attenzione a scritte vaghe tipo “prodotto secondo tradizione italiana”, cerca una etichetta corta e chiara con pochi ingredienti, con nomi comprensibili e con assenza di aromi artificiali inutili. in media, i prodotti italiani tradizionali hanno etichette più semplici rispetto a molti prodotti nord-europei industriali. L'italia è considerata "più genuina (anche se non perfetta per la grande frammentazione agricola (meno monocolture), per la cultura del cibo legata al territorio, per il numero altissimo di controlli (NAS, ASL, ICQRF) e per forte tutela legale contro frodi alimentari. Maggiori controlli = più irregolarità scoperte (non più pericoli reali). In conclusione Il cibo italiano è tra i più sicuri d’Europa e probabilmente il più genuino, soprattutto se si scelgono prodotti certificati e a filiera corta. Il Nord Europa eccelle nella sicurezza industriale, ma spesso con meno legame a territorio e tradizione.

La frode alimentare È qualsiasi pratica ingannevole che altera, nasconde o falsifica informazioni su: origine, ingredienti, qualità, metodo di produzione non sempre è pericolosa per la salute, ma quasi sempre truffa il consumatore. In alcuni casi può diventare anche un rischio sanitario. La frode alimentare numero uno in Italia è sull'olio di extravergine di oliva "falso"; essa avviene con Oli di semi o oli raffinati spacciati per extravergine, oli stranieri venduti come 100% italiano, oli deodorati (chimicamente trattati) Questa frode per la maggior parte delle volte è riconoscibile per il prezzo troppo basso (sotto 6–7 € al litro è sospetto), Indicazione chiara: “Olio extravergine di oliva – ottenuto esclusivamente mediante procedimenti meccanici”, Diciture vaghe tipo “imbottigliato in Italia”. Un'altra frode molto diffusa è sulla pasta. Essa avviene con grano canadese, russo o ucraino usato ma non ben evidenziato, packaging con bandiera italiana e nomi “italianeggianti”. Ci sono poi frode di valore e identità come “Parmesan” al posto di Parmigiano Reggiano “Mozzarella tipo bufala”, “Prosciutto stile Parma” e ci si difende solo con il Logo ufficiale DOP/IGP UE (rosso o blu), consorzio di tutela indicato.
In crescita la frode sul miele adulterato che avviene con sciroppi di zucchero o riso miscelati al miele o origini estere camuffate. Attenzione a “Miscela di mieli UE e non UE” Miele con origine precisa (Italia o regione). Pesce e carne con etichetta ingannevole. Per il pesce: Specie pregiate sostituite con specie economiche, pesce congelato venduto come fresco. Per la Carne, origine diversa da quella dichiarata, tagli scadenti spacciati per pregiati. Come difendersi: Etichetta con zona FAO, metodo di pesca/allevamento e chiedere sempre se è stato congelato. Un danno enorme al Made in Italy è il vino contraffatto avviene attraverso Vini comuni spacciati per DOC/DOCG o attraverso la falsificazione di etichette. ci si difende controllando la fascetta di Stato sul collo, il numero di lotto Vini “DOC” a prezzi irrealistici. L'italian sounding non è illegale, ma è inganno, non è frode penale, ma è marketing scorretto come Italian Pizza Sauce (USA), Milano Salami (prodotti in Germania), Roma Cheese (Canada): Non sono italiani, ma lo sembrano.
L’Italia è uno dei Paesi UE con più controlli: NAS dei Carabinieri, ICQRF (Ispettorato antifrode), ASL, Guardia di Finanza.

Il Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola (CeRSAA) di Albenga rappresenta un punto di riferimento tecnico e scientifico per le imprese agricole e agroalimentari che operano nei settori della qualità certificata, della sicurezza alimentare e dell’innovazione produttiva. Nato nel 1961 come Centro Orticolo Sperimentale, oggi il CeRSAA è un’Azienda Speciale della Camera di Commercio Riviere di Liguria e svolge un ruolo chiave nel supporto alle filiere agricole, in particolare attraverso attività di sperimentazione, assistenza tecnica e certificazione dei prodotti. Attraverso la propria struttura Made in Quality, il CeRSAA opera come organismo di controllo e certificazione accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065. Tale accreditamento consente di svolgere controlli ufficiali sulle produzioni agroalimentari a denominazione di origine e su altri schemi di qualità riconosciuti a livello nazionale ed europeo. Il CeRSAA è autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura per la certificazione di produzioni di eccellenza come il Basilico Genovese DOP e l’Olio Extra Vergine di Oliva DOP Riviera Ligure. In questi casi, l’attività di certificazione garantisce il rispetto dei disciplinari di produzione, la tracciabilità delle materie prime e la conformità dei processi produttivi lungo tutta la filiera. L’ente supporta inoltre le aziende nell’accesso a schemi volontari di certificazione come GlobalG.A.P., sempre più richiesti dalla grande distribuzione organizzata e dai mercati internazionali per assicurare buone pratiche agricole, sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare. Il percorso di certificazione si articola in diverse fasi: adesione al sistema di controllo, verifiche documentali, audit ispettivi in campo e nei luoghi di trasformazione, analisi tecniche e rilascio del certificato di conformità. Il CeRSAA accompagna le imprese in tutte le fasi, riducendo la complessità burocratica e favorendo una gestione più efficiente delle pratiche. Accanto alla certificazione, il CeRSAA svolge un’intensa attività di sperimentazione applicata. I progetti di ricerca riguardano nuove tecniche di coltivazione, la riduzione dell’uso di fitofarmaci, l’impiego di materiali biodegradabili, la digitalizzazione dei sistemi di tracciabilità e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle produzioni agricole. Queste attività permettono alle aziende di testare soluzioni innovative in un contesto controllato, trasferendo poi i risultati direttamente nelle pratiche produttive quotidiane. Grazie all’integrazione tra certificazione, ricerca e assistenza tecnica, il CeRSAA di Albenga rappresenta un partner strategico per le imprese agricole. Le certificazioni contribuiscono a valorizzare i prodotti tipici, ad accedere a nuovi mercati e a rafforzare la fiducia dei consumatori, mentre la sperimentazione consente di affrontare le sfide legate al cambiamento climatico, alla sostenibilità e alla competitività economica. In un contesto agricolo sempre più orientato alla qualità e alla trasparenza, il CeRSAA si conferma come un modello virtuoso di supporto al sistema agroalimentare italiano.




Commenti