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LO CHEF VENEZIANO MORENO SORGATO CELEBRA IL "CARNEVALE VENEZIANO" A MONTE-CARLO PER L'ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA DELEGAZIONE DI MONACO.(VIDEO)

chef Moreno Sorgato con Luciano Garzelli Delegato dell'Accademia Italiana della Cucina a Monaco
chef Moreno Sorgato con Luciano Garzelli Delegato dell'Accademia Italiana della Cucina a Monaco

Nel raffinato contesto del Principato di Monaco, giovedì 22 gennaio 2026, la Delegazione dell’Accademia Italiana della Cucina ha celebrato la conviviale intitolata “Carnevale Veneziano”, un omaggio alla tradizione gastronomica e culturale della Serenissima, ospitato negli eleganti spazi del ristorante della Société Nautique de Monaco. Il Delegato Luciano Garzelli, in apertura di serata, ha voluto ricordare come la cucina italiana sia stata recentemente proclamata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, a riconoscimento della sua genuinità, della qualità delle materie prime e del valore culturale che essa rappresenta nel mondo. Il valore culturale della cucina italiana risiede nella sua capacità di esprimere, attraverso il cibo, la storia, le tradizioni e l’identità dei territori. Essa è il risultato di un sapere collettivo tramandato nei secoli, fatto di gesti quotidiani, stagionalità, rispetto delle materie prime e profondo legame con il paesaggio e le comunità locali. La cucina italiana non è soltanto nutrimento, ma linguaggio culturale, espressione di convivialità e strumento di coesione sociale, capace di raccontare la diversità e la ricchezza di un patrimonio unico al mondo. La serata si è poi svolta all’insegna dello spirito carnascialesco veneziano: convivialità, memoria storica e alta cucina si sono intrecciate in un percorso sensoriale che ha saputo evocare calli, campielli e antiche tavole patrizie, rievocando il Carnevale non solo come festa, ma come espressione identitaria di una civiltà gastronomica secolare.

Protagonista della serata è stato lo chef Moreno Sorgato, interprete sensibile e rigoroso della cucina veneta, capace di coniugare fedeltà alla tradizione e contemporaneità esecutiva. La sua proposta gastronomica ha guidato gli Accademici in un viaggio attraverso sapori autentici, tecniche rispettose e materie prime di eccellenza. Il menù, ispirato ai piatti storici del Carnevale veneziano e della cucina di laguna e di terraferma, ha privilegiato equilibri delicati, cotture precise e richiami alla stagionalità invernale, restituendo piatti di grande eleganza gustativa e coerenza culturale. Ogni portata è stata pensata come un racconto, un frammento di storia tradotto in linguaggio culinario.

Aperitivo di benvenuto: Piccoli crostini con baccalà mantecato, polpettine di pesce panate, mazzancolle in "saor" con uvetta e pinoli, formaggi veneti stagionali con mostarda. Prosecco di Sant’Erasmo – Cuvée di Barena, Spritz Aperol e il Bellini.

Come antipasto il tradizionale “Bollito dell’Adriatico” con canoce, moscardino, uova di seppia e gamberi

Cicchetto con schie ( gamberetto grigio di laguna) e polentina morbida, vino Sirio Vignalta – Moscato Secco

Come primi piatti Zuppa di pesce con granseola, polpa di Go ( Ghiozzo di Laguna) e branzino; risottino morbido al Radicchio di Treviso IGP con ristretto all’Amarone e cannella. Un intermezzo di Sgroppino al limone.

"Frittura di pesce" accompagnato da Phigaia – Serafini & Vidotto. Dessert, Frittelle veneziane con uvetta e pinoli e Galani. Vino: Dindarello – Maculan.

Nel corso della conviviale è stata inoltre ricordata la Gastronomia Barbarigo di Fiesso d’Artico, in provincia di Venezia, autentica istituzione del territorio e simbolo della continuità della tradizione gastronomica veneta. Fondata come bottega di cucina e saperi domestici, la Gastronomia Barbarigo si è affermata nel tempo come punto di riferimento per la cucina classica veneziana e della Riviera del Brenta. Qui si sono tramandate ricette di famiglia, tecniche antiche e un profondo rispetto per la materia prima, mantenendo vivo un patrimonio gastronomico che rischiava di perdersi.

La conviviale “Carnevale Veneziano” nel Principato di Monaco ha confermato ancora una volta il ruolo fondamentale dell’Accademia Italiana della Cucina nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio gastronomico nazionale, anche al di fuori dei confini italiani. Una serata riuscita, colta e conviviale, capace di unire storia, cucina e amicizia sotto il segno della grande tradizione veneziana.


 
 
 

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