• ROMEO FERRERO

SEBORGA MISTERI E... DINTORNI di STEFANO ALBERTIERI in VENDITA a "IL CAVALIERE"di Laura Di Bisceglie

Aggiornamento: 1 giorno fa


Il libro SEBORGA MISTERI E...DINTORNI, nasce dall'interesse dell'autore per il luogo natio, la breve vallata alle spalle di Bordighera. Dalle sue innumerevoli escursioni alla ricerca del passato litico delle tribù liguri e degli antichi cippi dell'Antico Principato Cistercense e dalla appassionata frequentazione dei grandi ricercatori del “mistero Seborga”, il Principe Giorgio Carbone, il curatore della Biblioteca Vescovile di Ventimiglia Don Allaria Olivieri e lo storico scrittore Cavaliere Giorgio Pistone.

Il libro tratta la ambigua vendita del Principato di Seborga alla Casa Savoia e non al loro Stato. Indaga sull'antico nome di Seborga, Spulga de Sebaste, che lo collega alla Turbia, conosciuta anche con il nome greco Tropaia Sebastu. Va alla ricerca della “Bestia” che collega Seborga alle Masche piemontesi e ai Draghi e alle Tarasche provenzali. Cita la misteriosa “Pietra Sacra”. Descrive le particolarità della facciata della Chiesa Parrocchiale di San Martino. La presenza dei Catari e del Monastero dei Trinitari. Le croci pattate sulle rocce di confine e le case di sanità. Le antiche dirute cappelle dedicate a San Bernardo. La montagna del Monte Caggio, il suo sacro tumulo e una escursione nel periodo Belle Epoque di anglo francesi, che paragonano la cima al Monte Pacanaglia sulle alture di Villafranca. Parla del grande Menhir sulle alture di Vallebona. Del mitico vulcano del Monte Nero e le sue rocce. Va alla riscoperta dei villaggi scomparsi in tutta la vallata che un tempo era conosciuta con il nome “Armantica”. Infine descrive l'epopea della Bordighera di fine ottocento dell'inglese Dottor Goochild che trova quello che egli, e non solo, ritenne il Santo Graal.

Veniamo invitati con lo spirito dell'entronauta e del neo-trovatore, verso l'enigmatico Principato Imperiale, salendo dal mare dell'anacoreta Ampelio, superando l'ostacolo Sasso, attraversando le terre della Valle Buona, oltrepassando la Rocca Oscura e la temuta Pedata del Drago, giungendo all'antico eremo di Santa Giusta rifondato dall'Ordine del veneziano Ludovico Barbo. Osservati dall'alto dal Tumulo – Pyramidion del Monte Caggio, e accompagnati dalle ali oscure del Monte Nero e del periglioso Monte Peiga, che conserva il nome di trappola, così entrando nell'ombra del misterioso Sephulcrum (Sub Umbra Sedi), Seborga. (Turismo delle radici)

Si ringrazia l'autore Stefano Albertieri per le fotografie dell'articolo e del video

Laura Di Bisceglie da "Il Cavaliere" a Seborga narra e commenta i Celti e Seborga


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